Grande partecipazione al Festival nazionale degli empori solidali, svoltosi sabato scorso, 7 febbraio, a Parma e organizzato da Centoperuno ODV – Emporio Market Solidale Parma, con l’Associazione degli Empori Solidali Emilia Romagna ODV. L’evento ha registrato un’ampia adesione, con l’aula K16 dell’Università degli Studi - Dipartimento di Economia - che ha accolto 170 partecipanti provenienti da quasi 50 empori solidali italiani.
“Quanta strada ancora da percorrere?” è stata la domanda che ha rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata, stimolando una riflessione partecipata su come affrontare il futuro con maggiore efficacia. Ma non solo, un’occasione anche per valorizzare le esperienze maturate e messe in comune nel corso del tempo e quindi per riflettere anche su quanta strada è già stata fatta insieme: "Se vogliamo contrastare in modo efficace queste fragilità, è fondamentale lavorare insieme - ha sottolineato Elena Saccenti, vicepresidente di Fondazione Cariparma -, attraverso interventi trasversali e una collaborazione concreta tra Istituzioni, mondo del volontariato e imprese. Questo rappresenta un ulteriore insegnamento prezioso che l’esperienza dell’Emporio ci offre e che la Fondazione ha scelto di sostenere con continuità nel corso degli anni: l’importanza del lavoro in sinergia". Un lavoro condiviso fondamentale, evidenziato anche da Chiara Tommasini, Presidente CSVnet Ets: "Gli empori solidali sono un progetto multi-attore, che coinvolge tante reti e soggetti con compiti diversi. Tra questi anche la Rete dei Centri per il Servizio di Volontariato svolge un importante ruolo di supporto: contribuisce a costruire connessioni, attivando e facilitando i processi, e soprattutto condividendo una visione comune. Nel percorso di ricerca all’interno delle comunità, in questi anni il contributo della Rete si è dimostrato flessibile e differenziato per rispondere al meglio ai bisogni specifici dei territori. Noi ci siamo e continueremo ad esserci. Il nostro supporto, spesso invisibile, è però importante per mettere in connessione e in dialogo le persone, che è uno degli aspetti più preziosi e significativi del nostro lavoro".