La presenza di cittadini stranieri in Emilia-Romagna rappresenta una componente stabile della società regionale, non un fenomeno episodico: a confermarlo è il quadro che emerge dal rapporto “Cittadini stranieri in Emilia-Romagna. Residenti e dinamiche demografiche. Anno 2026”, presentato mercoledì 22 aprile 2026, a Bologna. Il documento, realizzato dall’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio nell’ambito del progetto PLEIADI (FAMI 2021-2027), racconta in modo analitico e rigoroso una realtà che nel territorio regionale non può certo dirsi transitoria.
In base ai dati aggiornati al 1° gennaio 2025, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 579.414, pari al 12,9% della popolazione complessiva. Un’incidenza che dunque conferma la regione al primo posto in Italia, con un valore nettamente superiore alla media nazionale, che è del 9,1%. Se però fra il 2003 e il 2013 la percentuale degli stranieri in regione è triplicata, dal 2013 in avanti c'è stato un andamento di crescita molto più lento, in alcuni anni anche di leggera flessione. «Si è passati da una fase di forte espansione ad una progressiva stabilizzazione del fenomeno – spiega il curatore scientifico del rapporto, Valerio Vanelli (Docente dell’Università di Bologna e collaboratore dell’agenzia di comunicazione Mediagroup98) – con una crescita nell’ultimo anno dello 0,7%». E se a livello locale a segnare l’aumento più consistente è stata Ferrara (+3,8%), seguita da Modena (+2,1%) e Bologna (+1,4%), si registrano invece diminuzioni a Piacenza (-0,3%), Rimini (-0,5%), Reggio Emilia (-0,6%) e Ravenna (-1,5%).
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